Alba Dellamorte
Ululati salgono a un Cielo che si è tappato le orecchie
Tommy era spezzato in due: la sua parte migliore era felice di aver avuto i suoi cinque bambini malvagi, e il suo lato peggiore si disperava per aver perso la sua amata libertà. C'era, ed è ovvio, anche un'altra parte, quella che stava in mezzo alle altre due e che non sapeva che fare. Era certamente quest'ultima che, di solito, prendeva le decisioni importanti che poi Tommy metteva maldestramente in atto. Non si spiegherebbe altrimenti come mai non ne combinasse una giusta. La cosa che lo preoccupava di meno, e ciò nonostante riusciva a togliergli il sonno la notte, era il destino malvagio che incombeva sulla testa di un'umanità inconsapevole del pericolo imminente. Le peggiori profezie che la riguardavano raccontavano di un anticristo che avrebbe segnato la fine dei tempi, ma qui gli anticristo erano cinque e tutti incazzatelli. Certo, si dirà, la fine dei tempi sarà anche vicina, ma ci resta sempre lo spazio, e non è che sia poco. Sì, si potrebbe rispondere, ma senza il tempo per godercelo che ce ne faremmo? Combattuto tra questi malconci pensieri Tommy si godeva quello che aveva tra le mani, cioè il niente che aveva sempre avuto, se si vuol sorvolare sulle disgrazie che gli riempivano le tasche... Intanto passava il tempo, in attesa della fine del mondo, a saldare insieme tre passeggini per i gemelli, che dentro ci sarebbero stati stretti, non dimenticando di togliere le paratie laterali interne e di fissare una rete metallica d'acciaio sul davanti, in modo che non potessero aggredire i passanti che li avrebbero incrociati ignari di correre un rischio. La prima passeggiata fu sconvolgente, perché i marciapiedi erano troppo angusti per lasciar passare un passeggino largo tre metri, così dovette camminare sulla strada, inseguito da una muta di cani che ululavano come fanno quando un'alluvione o un terremoto stanno per arrivare.
