| A memoria | |
Poesia | |
vajmax | |
02/02/2012 | |
Me le facevan studiare a memoria-dicendo sicuri che la mia gioventù-non si sarebbe scordata la gloria-di un poetare che andava su e giù-ricamando parole rivestendo la storia-di sacrifici perduti e scordati dai più-Stampelle lanciate contro il brillare d'ori-mantenersi diritti e continuare la lotta-deflagrare cunicoli non uscendo di fuori-salvar molte vite con la propria condotta-Ma c'era anche un fronte della poesia-che odiava i diversi che faceva la spia-che cantava di orrori come di carnevali-che cingeva di anime i fili spinati-applaudendo mitraglie montate su ali-o portate dai cingoli dei carriarmati-Si chiamava poeta inneggiava alla vita-ma non quella d'altri che per lui è sfiorita-Il D'Annunzio sereno portato in trionfo-sostenuto da mani che celavano il pane-sopra un trono di sesso con qualcosa di gonfio-acclamava l'Italia: Evviva! A me le puttane!-Mi facevan studiare dicendo: È sicuro!-Gli eroi? Tutti uguali, ce l'avevano duro! |